mercoledì 15 maggio 2013

Organizzazione e polpette

Vi propongo un esempio di pessima organizzazione di cui si trovano numerosi esempi.
 
In un'organizzazione (/società/gruppo, quello che volete) senza leadership ci si riunisce per stabilire dei principi/obiettivi/idee da condividere su cui costruire un progetto. 

Tizio, che non è leader ma è stato incaricato (senza assegnazione di "poteri") dal "capo", propone una prima scatola da riempire: una serie di obiettivi abbastanza astratti/generici che dovranno essere da linea guida per l'invenzione e la realizzazione del progetto. Sono così astratti, che ognuno nella sua testa li interpreta come meglio vuole, da cui segue un'approvazione quasi all'unanimità. Tutto contento Tizio comincia a scrivere l'introduzione al progetto, aspettando che gli altri collaborino per riempire di contenuti specifici gli obiettivi astratti, che cercheranno di perseguire.

martedì 14 maggio 2013

Polpette e nuovi linguaggi

Certo che di nuovi linguaggi se ne sentono, a volte evoluzioni di precedenti, a volte involuzioni, fusioni, contaminazioni o semplici abbruttimenti. Quello che invece sento poco sono nuove idee: mi sembra che non si faccia che riciclarne di vecchie, cambiandone solo un po' la veste di presentazione. Quando va bene questa nuova presentazione non muta la sostanza, per cui è semplice, conoscendo un po' di storia, capire cosa le animi. A volte invece sono solo dei polpettoni... no anzi: non polpettoni! troppo complicati da preparar bene. Direi piuttosto delle polpette di riciclo. Dunque colgo l'occasione per parlarvi della mia ultima idea, in merito di riciclo.
No: questo non è un post ambientalista, ma culinario (look at the picture!). Vi presento le Hulk-polpetts, che in un nuovo linguaggio appena coniato, una polpettina anglo-latina significano: le polpette di Hulk. Non sapete chi è Hulk? ah ecco perchè non potete comprendere il mondo contemporaneo!!! Beh, vi do (remifasol) un aiutino: uomo bianco si incazza e diventa nero... no spetta, diventa verde... nel vostro caso torcendosi l'intestino per le incazzature post Hulk-polpetts (post temporale, non causale!) produrrete verde. D'altronde con così tante fibre. Che dico? oddio, ho fatto un salto nel futuro. Visto che voi non avete questo potere, seguitemi (non prima di aver googlato "incredibile Hulk")

sabato 11 maggio 2013

Nuovi linguaggi e cittadinanza

La scuola... quell'istituzione chiamata oramai a vicariare su tutti quei compiti che le famiglie non possono più svolgere*, dall'educazione al vivere fra pari, a quello di sapersi rapportare all'interno di rapporti gerarchici, al diventare pienamente cittadini... Soprattutto questo: la scuola che deve educare alla cittadinanza... 
Per questo si trovano nei documenti di indirizzo declinazioni di varie competenze di cittadinanza che tutti dovrebbero acquisire al termine del percorso di istruzione obbligatoria, risultato che vedo come un miraggio. 
No: non sono un insegnante depresso e frustrato, di quelli da stereotipo che dicono già a trentanni, come i vecchietti, il trito e ritrito "una volta... ai miei tempi..."; anzi non posso che sorridere pensando che considerazioni come queste sono vecchie tanto quanto l'uomo. Quello che concretamente mi fa pensare che sia un miraggio è che un prerequisito al poter diventare dei cittadini consapevoli non è tanto l'istruzione avanzata, ma lo sviluppo di una competenza di base: quella della lettura e dell'interpretazione dei testi. 

venerdì 10 maggio 2013

Cittadinanza ed incompetenze

Sono meravigliato dall'incompetenza con cui certi politici parlano del diritto alla cittadinanza. Ricordo anni fa, quando facevo parte di una commissione politica, un noto esponente di partito locale convinto che in Italia fosse in vigore lo jus soli... ero in una commissione per le politiche sociali... sgranai gli occhi, ma vista l'anzianità del soggetto che mi stava di fronte mi venne il dubbio di non aver capito una mazza. Così andai a cercarmi leggi, normative ed interrogai i miei numerosi studenti stranieri a tal riguardo. Capperi questo soggetto era in una commissione di politiche sociali... ma come cacchio li scelgono? vabbè...
Purtroppo l'ignoranza e l'incompetenza viene tutt'oggi dimostrata anche da esponenti di partito di importanza maggiore, a livello nazionale. Detto questo, lasciando a voi la ricerca delle leggi che lo regolamentano, vorrei dire in breve cosa ne penso, riprendendo quanto ho scritto su un social network.

giovedì 9 maggio 2013

(In)competenze ed ignoranza

Il movimento di Grillo veniva attaccato (anche dal sottoscritto) a causa della scelta di persone per lo più  incompetenti da mandare al governo. Continuo a pensare che così sia, ma... non posso che estendere le mie critiche al governo attuale, valutati i curricula degli attuali esponenti scelti: se alcuni sono di probabile competenza, visti non solo i titoli, ma le esperienze che possono vantare, altri sono stati scelti davvero soltanto in relazione a dinamiche partitiche, non in relazione alle competenze specifiche che dovrebbero avere. Triste: speravo in una svolta, finalmente, ascoltando le promesse che facevano. Naturalmente se qualche Grillino vorrà tirarmi le orecchie, urlandoci dentro un "te l'avevamo detto!, non cambieranno mai!!" (o molto peggio), non potrò che aiutarlo a spalancarmi i padiglioni auricolari... replicandogli però, per l'ennesima volta, che non si dimostra d'essere migliori degli altri spalando merda su questi, ma mostrando che non se ne ha addosso e la scelta delle persone da mandare in parlamento che hanno fatto, con le loro competenze in troppi casi nulle, non depone a favore di questo. Certamente allora potrebbe replicarmi almeno sottolineando l'onestà (supposta) degli appartenenti al Movimento 5Stelle; non sarebbe però sufficiente a demolire la mia obiezione, non centrando direttamente col problema che mi pongo: quello delle competenze. Non è questo comunque l'unica mia motivazione per non votare 5Stelle, ma differenze ideologiche... ed inoltre comunque questo non vuole essere oggetto di questo post.

domenica 5 maggio 2013

Ignoranza e populismo

Sono sempre maggiormente convinto che, se la cultura scientifica fosse maggiormente diffusa e potenziata durante le fasi di formazione, allora ci sarebbe forse meno spazio per populisti e demagoghi, non tanto perché i contenuti specifici di alcune discipline scientifiche servano davvero per comprendere il mondo, ma per il modo diverso di ragionare di chi ha avuto una formazione scientifica forte. Non me ne vogliano per questo gli umanisti: non voglio sminuire quanto loro insegnano, indispensabile per l'interpretazione del mondo, ma necessariamente assieme ad strumenti di analisi che loro non insegnano (per ora), nonché soprattutto a modi di approcciare i problemi cui si viene formati in altre discipline. Nell'unione sta la forza. Eppure...eppure... eppure sento umanisti dire che il mondo e le sue dinamiche possano essere comprese senza saper far di conto, così come "tecnici" sostenere che la cultura umanistica non serve a nulla. Sbagliano entrambi.